
E’ una fotografa spagnola di origine ebraiche nata nel 1962.
Dopo un’adolescenza da tossicodipendente e prostituta, dal 1988 scatta autoritratti.
Una sua particolarità è che vuole mantenere i difetti negli autoritratti per accettarsi e fare salire l’autostima.
La sua passione per la fotografia nasce grazie a suo marito, un fotografo milanese, con il quale ha avuto un figlio.
Ha conosciuto un uomo senegalese, con il quale ha avuto una bambina
Progetti
Nel 2004, si rende conto che questa pratica può essere utile anche agli altri e crea The Self-Portrait Experience (SPEX), uno strumento per esplorare la vita interiore attraverso la fotografia di autoritratti, che include linee guida per la selezione e la percezione multipla e mutevole delle immagini e per la costruzione di progetti autobiografici.
Una sua particolarità è che vuole mantenere i difetti negli autoritratti per accettarsi e fare salire l’autostima.
Nel 2007 ha iniziato a realizzare SOMEONE TO LOVE, il suo progetto autobiografico in autoritratti, foto di famiglia, testi e video, esposto al Mois de la Photo di Montreal nel 2011.
Dall’inizio della pandemia, Nuñez ha lavorato sul suo canale YouTube e sul suo profilo
Instagram con i suoi video autobiografici e “artivisti” in quattro lingue.
WE EXIST

In WE EXIST Cristina Nuñez ha formato un gruppo di studenti di fotografia affinché utilizzassero il suo metodo The Self-Portrait Experience ® prima su se stessi e poi sui detenuti, attraverso una serie di workshop di autoritratto volti a stimolare il loro processo creativo e la consapevolezza di sé.
Il progetto dà voce agli stagisti carcerari e coinvolge il pubblico in un dialogo creativo attraverso diversi output, al fine di contribuire a decostruire e dissipare lo stigma che circonda le etichette e gli stereotipi spesso associati ai detenuti. In effetti, aumentare il coinvolgimento del pubblico con gli autoritratti dei detenuti contribuisce a rispecchiare un reciproco senso di umanità che favorisce l’identificazione piuttosto che la dissociazione e l’alienazione.
#CLOSEtoME

l’artista Cristina Nuñez ha presentato il suo lavoro e il suo metodo a 10 classi di scuole superiori di Milano e provincia, selezionate dal Museo di Fotografia Contemporanea di Cinisello Balsamo (Milano, Italia), e ha sottoposto loro due esercizi di autoritratto: uno sull’espressione di emozioni come rabbia, disperazione, terrore o euforia, e un autoritratto di relazione con una persona importante per loro.
UNCOOL

E’ stato realizzato per il recupero dalla dipendenza.
I partecipanti sono rimasti soli in studio davanti alla telecamera per circa 2-3 minuti senza parlare, concentrandosi sulle proprie emozioni, cercando di lasciarle uscire, di esprimere la vulnerabilità, il disagio, il dolore o qualsiasi cosa non fosse “cool”…
Il progetto europeo biennale esamina come l’arte e la cultura possano aiutare le persone in fase di recupero dall’abuso di sostanze a sviluppare nuove opportunità di vita attraverso l’autoritratto, collaborando con artisti internazional.
PROGETTO AUTORITRATTO DEI PRIGIONIERI

Da febbraio a giugno 2013, per 22 giorni, Cristina Nuñez, ha tenuto un workshop completo di autoritratto per 50 internati presso il Centro Penitenziario Lledoners di Manresa (Barcellona), con la collaborazione dell’educatore Norberto Sinatra, con l’aiuto di sua figlia Diana, del giovane artista Olmo Stuppia e della facilitatrice di autoritratto Ilenia Rossi, e grazie a una borsa di studio di Obra Social La Caixa.
Gli internati sono inseriti in due “moduli di partecipazione e responsabilità”, un sistema innovativo in cui gli internati si impegnano a evitare violenza e droghe e partecipano attivamente all’organizzazione dei moduli. Il workshop consisteva in diversi esercizi di autoritratto, come l’esercizio sulle emozioni, l’esercizio sulle relazioni oltre al lavoro sull’album di famiglia, alla scelta intuitiva delle immagini di paesaggio e alla costruzione dei loro progetti di autoritratto personali, che riflettevano la loro vita interiore in quel particolare momento.